Incontro erotico
Un casuale incontro erotico
L’avevo incontrata la prima volta ad una sfilata di moda e mi aveva colpito per i suoi occhi bellissimi e la personalità prorompente, sicura di sé. Poi era passato un po’ di tempo, l’avevo quasi dimenticata; di lei non sapevo nulla, né il nome e tantomeno cosa facesse o da dove venisse…. Non sapevo per esempio che fosse la bellona della porta a fianco! Poi aveva iniziato a frequentare il mio studio, per un destino curioso, quello professionale! Continuavo a non sapere di lei: avevo imparato solo il nome, “Genny”, che era della mia città e che si occupava della stessa mia attività.
Ad un convegno, al quale partecipavo, aveva realizzato un elaborato che riscuoteva il plauso di tutti i presenti!
Avevo avuto il modo, durante una visita al mio studio, di dirle che apprezzavo la sua bellezza e bravura; mi ero intrattenuto con lei qualche minuto scherzando, come mia abitudine.
Poi l’incontro casuale, in una via del centro, dove la sorpresa e la felicità reciproca erano evidenti e scontate, lo scambio dei numeri dei cellulari e la sua proposta per una cena insieme, per uno dei giorni seguenti. L’aspettativa per quell’incontro mi aveva eccitato e reso particolarmente euforico. L’avevo chiamata per dirle che stavo valutando la mia disponibilità temporale, ma anche per sentirla e… senza tacerlo, glielo avevo confessato che mi faceva piacere ascoltare il suo timbro di voce e in generale quello che voleva dirmi, che sapeva di dolce! Capivo che per lei il piacere era identico al mio!
Avevamo stabilito l’incontro in centro per l’aperitivo, per poi raggiungere a piedi un ristorante tipico ricavato in un’antica cantina; con qualche ora di anticipo sull’orario stabilito, ricevo un suo sms che recita “- 2.10 ore all’incontro, non ce la faccio ad aspettare tanto!” ed io cogliendo la palla al balzo le propongo di anticipare!
Così all’incontro la vedo elegante, capelli mori ricci curati, elegante e disinvolta nel suo portamento, bella, felice e sorridente… due baci sulle guance, la prendo a braccetto e ci avviamo nella zona monumentale e più suggestiva della nostra città, nei pressi del castello. Siamo insieme da pochi attimi e la distanza, l’ansia dell’incontro e ……… sono dissipati e sostituiti da naturale calore e piacere: ancora pochi istanti e le distanze azzerate consentono le prime effusioni, interminabili e piacevolissime. Lei proponeva, un addio alla cena, per dedicarsi alla sua tempesta ormonale in atto, ma io restavo fermo per quell’impegno e lo motivavo dicendo che avevo piacere a scambiare un po’ di parole su di noi, visto che ci eravamo conosciuto in pratica , solo da pochi minuti.
Così, con naturalezza e spigliatezza ci eravamo accordati per fare l’un l’altro una domanda a testa, coinvolgendo qualsiasi aspetto della nostra vita, con obbligo dell’assoluta sincerità, scandagliando gli ambiti più curiosi, dalla religione, la perdita del primo dentino, l’ultimo amplesso consumato…
Certamente non era facile, rispondere alle sue domande, mentre ti ritrovi la bellona fra le mani, per niente fredda, anzi molta animata e focosa, che ti riempie di baci e carezze! E io?? Altrettanto focoso, con un fare da piovra gigante, impegnatissimo ad esplorare quel corpo formoso, scolpito come su marmo, da quanto sodo! L’unico aiuto per non degenerare veniva dalle luci del castello, che attirando turisti mi impediva di commettere atti osceni!
Tuttavia avevo agevolato l’erezione del mio fraterno amico, che si era manifestato da subito felice di partecipare alla eventuale festa, ponendolo in verticale all’interno del boxer. Così domanda dopo domanda e risposta dopo risposta, unitamente a tutto quel cocktail di baci, carezze era arrivata l’ora della cena.
Ero sereno, finalmente. Era calata la tensione che aveva preceduto l’incontro ed era aumentata la soddisfazione per aver fatto colpo su quella bella ragazza; solo l’impegno della cena mi distanziava da una conoscenza di Genny, molto più profonda! La cena è avvenuta bene, in un’ottima cornice, buona la degustazione di cibi e vini, ottimo il servizio e cordiale la conversazione, che mi faceva percepire il suo equilibrio e la sensibilità… qualche imbarazzo e ritrosia sugli aspetti sentimentali da lei vissuti. Eravamo stati interrotti dalla telefonata di sua madre, che si assicurava che tutto procedesse regolarmente… tutto andava a gonfie vele e già mi pregustavo il dopocena, perché se avevo visto bene, le premesse di certi segnali lanciati dalla ragazza, disinibita e con le idee chiare di quel che voleva, c’erano tutte!Mentre parlavamo, le nostre mani spesso si incrociavano in una stretta o scorrevano come sensuali carezze sulle guance dell’altro o nella chioma dei capelli o nella mia barba.
Raggiunta l’auto, riprendevano le effusioni più spinte, parenti di quelle del castello. Ero riuscito a stento a farla desistere dallo spogliarello, promettendole una serata a sorpresa a casa mia, purchè mi concedesse di arrivarci vestito e che lei ci venisse bendata. L’idea del gioco le piaceva e ancor più la sorpresa.
Entrati in casa, lei ancora bendata, si era ritrovata a coricarsi su un giaciglio morbido, posto sopra il parquet, nei pressi del camino acceso, con candele sparse per tutto il salone… musica di Sting, quella che io preferisco, addobbi floreali freschi qua e là, un incenso per dare un tocco profumato all’ambiente…
Iniziavo a baciarla dalle labbra al viso intero, dal collo ai seni, mentre mi impegnavo a spogliarla e sbendarla, inoltre continuavo incessantemente a farle sentire il tocco vellutato delle mie mani. Nessuna fretta. I nostri telefoni cellulari erano spenti, da un po’…. La musica e il camino continuavano le attività per le quali erano stati acquistati!
Ero concentrato a memorizzare tutto di lei, le forme, la luminosità, i sapori della sua pelle, la consistenza, le variazioni percepibili e tanto altro ancora.
Con il suo aiuto, riuscivo a denudarmi completamente anch’io, per poi accettare medesime attenzioni, mai provate per intensità di piacere e a così poca distanza dal primo incontro…
Erano trascorsi pochi minuti dopo le ventitre e la notte ci avrebbe riservato altri mille piaceri!
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