Istinti sessuali in treno

Sesso istintivo

Come al solito c’era sempre quell’aria viziata nello scompartimento, i finestrini non funzionavano tanto per cambiare. Aprendo quelli del corridoio forse riuscivo a far cambiare l’aria, tanto il vagone era praticamente vuoto. Mentre aprivo il secondo finestrino, incrociai gli occhi di una ragazza, forse anche lei in partenza, mi colpì la luminosità, ne’ belli ne’ brutti, ma occhi intensi. Come intenso rimaneva l’odore nello scompartimento. La fortuna ogni tanto mi baciava, avevo il lusso di viaggiare in un treno semivuoto, e per chi viaggia in treno spesso, da un senso di libertà. Il treno al fischio del capostazione partì, quel fischio che si confondeva con il fischio del treno che avvertiva la sua presenza. L’aria con la corsa si ricambiava e l’olezzo dello scompartimento svaniva, facendo spazio all’odore della primavera che entrava dal corridoio. Fuori si vedeva il verde scorrere veloce, si sentiva il forte fruscio delle tende che svolazzavano. Più veloce correva il treno, più aumentava il rumore delle tende, che cominciava a infastidirmi. MI alzai per chiudere i finestrini, spostando la tenda dello scompartimento mi ritrovai gli occhi della ragazza di prima, che stava entrando nello scompartimento con un smagliante sorriso. Chiesi se preferiva i finestrini aperti o chiusi. Per risposta ricevetti un -”faccia come vuole”-. IO COME VORREI? Un bacio qui all’istante, in scioltezza, per poi fermaci a Livorno , prendere la barca fare un tuffo in mare e sentire in bocca il sale sulla tua pelle Tesoro! Ed invece chiusi solo i finestrini e rientrai nello scompartimento meravigliandomi dei miei stessi pensieri. Lei s’era seduta accanto al finestrino proprio di fronte a me. Si scusò per l’intrusione, ma preferiva rimanere in compagnia quando viaggiava, proprio per evitarne di brutte!! Mi senti ancor di più un verme, ma mi risposi che le mie erano solo innocue fantasie. Sono sempre stato timido. Leggevo e ogni tanto guardavo fuori correre il paesaggio. Lei facevo lo stesso e un paio di volte incrociammo gli sguardi un po’ imbarazzati. Mi alzai per prendere dell’acqua dalla borsa, ne offrii e mentre lei beveva osservai le mani, e la bocca, avrà avuto quasi una decina d’anni in meno. Per quanto cercassi di concentrarmi sulla lettura, non riuscivo che a girar pagine a vuoto. Non riuscivo fare a meno di sbirciarla e pensarla, non mi era mai successo di essere così colpito da una compagna di viaggio. Era passata un’ora e cominciava l’imbrunire, mi alzai per sgranchirmi un po’, ci trovammo uno di fronte all’altro e come spesso capita un sobbalzo ci spinse a sedere entrambi. Ridemmo divertiti e sempre sorridendo ci rialzammo, ed un altro sobbalzo fece tentennare l’equilibrio che questa volta mantenemmo aggrappandoci l’un altro. La mia mano timida sul suo fianco, non da meno era quella sua mano sulla mia spalla. L’aggrapparsi divenne abbracciarsi, e l’abbracciarsi divenne baciarsi, così a lungo che questa volta cedei all’indietro con lei sopra. Sentii le sue mani graffiarmi la schiena, spingere il bacino contro il mio aumentando quella corrente che fendeva l’aria. Le accarezzai dolcemente il seno, che per risposta uscirono dal reggiseno per essere più disponibili ai baci. LEI si alzò di scatto, mi guardò imbarazzata, e ripeteva di scusarla. Mi scusai anch’io, mi dispiaceva ma non era mia intenzione importunarla, mentre lei ripeteva “scusa, scusami”. Insieme chiudemmo lo scompartimento, e freneticamente continuammo a baciarci, sulla bocca sugli occhi, sul collo, spogliandoci timidamente. Ora i suoi seni erano umidi dei miei baci, scesi sull’ombelico mentre lei cercava di toccarmi. Le sfilai i jeans e intrufolai la mia lingua tra le sue gambe. Aveva un gusto dolce, si inarcò all’indietro facendomi sentire quanto le piaceva; e di quanto le piacesse baciarmi fu subito dopo, la sua testa si muoveva piano, poi saliva sempre baciandomi per infilarmi quella sua calda lingua in bocca. Ero confuso, sentivo delle emozioni straordinarie quasi sconosciute. I corpi sudati emanavano quell’odore del sesso che ingrandisce l’eccitamento e non solo quello. Ero incollato ai suoi seni e mentre mi accarezzava, con una rapida mossa schiacciò il suo sesso sul mio, bagnandomi con tutto il suo desiderio. Mi trovai dentro di lei senza neanche accorgermi. Lentamente ci muovevamo, spingendo sempre più forte finché il ritmo divenne incalzante, le nostre bocche erano sempre unite, i suoi seni accarezzavano i miei, i suoi capezzoli mentre li baciavo sembravano miele, come i suoi occhi intensi e dolci. Il sudore scendeva dalla fronte, se ne sentiva il rumore sui corpi che si dibattevano. Vidi la sua faccia contrarsi, ed emettere un lamento che crescendo esplose in un urlo liberandone uno anche mio anche se mi sembrava un grugnito. Ci abbandonammo sfiniti uno accanto all’altro, e cominciammo a parlare, a dirci tutto quello che prima l’istinto aveva sfogato, e la ragione incompreso. Lentamente ci vestimmo, mentre il desiderio non si assopiva tra un bacio e l’altro. Finché il treno giunto a destinazione ci fermò, e fermò i tremila baci non dati. A quando il prossimo viaggio amore!


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