E’ stupendo il suo corpo, è stupendo vederlo muoversi così armoniosamente mentre fa aerobica, mentre fa lo step, ma diviene provocante alla follia nel momento in cui come ogni mattina arriva in palestra ed aspettiamo assieme la sua apertura.
Tinta da poco i capelli di rosso scuro con tratti di un colore ancor più forte, fa immaginare l’Inferno che sarebbe in grado di far provare a chi volesse esser dannato nel suo girone, quello maledetto dei lussuriosi; occhi scuri penetranti, in grado di rubare l’anima al più fedele degli Angeli del Paradiso. Così si presenta all’entrata, in quei suoi jeans o pantaloni alla pescatore quella sua maglietta aderente; ma non pensiate che quando entri non sia la stessa cosa con quei suoi pantaloni da fitness attillati ed una canottiera dalla quale si intravede un piccolo fiore tatuato sulla spalla. Il suo muoversi alternando i piedi sullo step mi distoglie la mente dagli esercizi e cado nei pensieri più nascosti che mi portano a notare il suo tanga ed il suo bel culo. Si chiama Saria ed ha un negozio di costumi non lontano da dove si allena e tanto meno da casa mia, unico problema è che ha il ragazzo ed anche io sono sentimentalmente impegnato, ma quel che è successo va al di la di tutto e della vita allo stesso tempo.
Così per caso un giorno viene a casa mia, necessità di consultare internet per motivi di lavoro, almeno questo è quel che mi ha detto.
Nell’entrare non è affatto titubante e ad istinto direi sia curiosa di scoprire qualcosa di me che probabilmente non saprà mai; per fortuna a casa non c’è nessuno, i miei sono andati fuori alla casa che abbiamo in montagna a passare il week end.
Nota la mia stanza: una scrivania, un divano, televisore, stereo, impianto satellitare armadio, ma quello che mi dice di notare sono i molti libri che ho sistemati in ordine di altezza negli scaffali della libreria e la sua prima domanda è se io li collezioni o li legga: Le rispondo semplicemente che è bello leggere anche se come dice la Bibbia, ma non ricordo dove, “la cultura accresce il dolore”. Sembra colpita! Avanza e vede molti cd sistemati in ordine di acquisto, così prima di aspettare una sua domanda le rispondo che non li compro solamente se me ne piace il contenuto ma prioritariamente se c’è qualcosa da ricordare.
Arriviamo al computer, ci sediamo e nel farlo noto come sia vestita, pantaloni alla pescatora grigi, quasi di un argento leggero, un toppino nero e dei sandali dai quali intravedo per la prima volta una scritta giapponese tatuata sul lato esterno del piede destro. Mi siedo ed ecco che, nel tentativo di prendere il mouse, le mani per la prima volta si sfiorano, provocando una sensazione di scarica adrenalinica in grado di risvegliare ogni piccola parte del mio corpo. Sembra accorgersene, ma forse è solo una mia impressione, così le offro da bere, mi chiede se ho una birra ed allora, mentre carica da internet una pagina di una famosa marca di costumi, cominciamo a bere ed inizia a parlarmi rivelando la sua passione per gli alcolici ed il suo sogno di aprire un pub.
La ricerca dei siti continua parallela al nostro bere ed arrivati non so più a quale birra, senza preannuncio sento toccarmi l’interno della coscia destra ed in un istante ritrovo le sue labbra sulle mie, delicate, calde, non sembrano chiedere affetto, solamente divertimento; penso sia un sogno, ma ancor prima di rendermene conto ci ritroviamo in piedi, lei attaccata al muro, io che ormai la sento vivere, la sento a contatto, sento quel culo che mi ha angosciato le notti e sento il suo tanga perfino attraverso i pantaloni. Le sue mani mi toccano, lo stringono, lo lasciano, scendono fino allo scroto e stringono attraverso i miei bermuda anche quello. Un misto fra dolore e piacere mi travolge e nella foga del momento le metto una mano nei pantaloni e contemporaneamente nello slip, sento il suo pube depilato, scendo e finalmente la sento, bagnata, pulsante; l’altra mano intanto le stringe un seno fino ad avvertire un lieve gemito di dolore.
La spoglio mentre lei fa lo stesso con me e, prima che io possa prendere l’iniziativa mi spinge sul divano, lo prende con entrambe le mani e comincia a masturbarmi, neanche un attimo e comincia a dargli dei baci sulla punta, con la lingua, poi subito più giù e comincia a fare il più bel pompino che abbia mai ricevuto. Smette, dice di mettermi il preservativo, lo metto e lei subito viene sopra, sembra volermi cavalcare, oh Dio come godo, provo piacere, ma la violenza è tale da sentire anche dolore; decido di ridargliene un po’ e comincio col metterle un dito nel culo, poi due ed allargo, poi tre e la sento su di me, abbracciata, gemere; la sposto di forza ed anche con la sua resistenza riesco a sbatterla a faccia in giù sul divano, mi implora di non farlo, ma sono troppo eccitato per smettere, quel culo che ho sempre desiderato è li davanti a me assieme alla sua fica dilatata e bagnata, mi abbasso e finalmente la penetro, mi accorgo del suo mordere il cuscino di lato a lei e vedo scenderle delle lacrime, ma non ce la faccio, la cosa diventa sempre più violenta ed oltre a prenderla da dietro mi abbasso ancora di più e le stringo le tette fino a sentirne i capezzoli pregni della mia mano. Sto per venire, mi stacco, tolgo il preservativo, la giro e prima che possa parlare mi presento col cazzo davanti al suo viso provato e glielo metto in bocca, spingo, lei succhia, sento un dolore atroce, quasi come se qualcuno volesse asportarmi un rene; ancora insisto quando tirandola per i capelli accentuo ancora di più il muoverle la testa, ed ecco vengo finalmente e la sento soffocare del liquido della mia anima, si, proprio così, perché da quel momento la mia le appartiene… .
L’amica della palestra sesso in palestra
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