Ancora una volta mi apprestavo a partire per una brevissima vacanza con il mio compagno, animata dal consueto desiderio di improvvisazione che tante altre volte ci aveva condotto alla scoperta di luoghi gradevolmente inusuali con l’ausilio del nostro attrezzatissimo motorhome.
Unica variante la presenza della nostra amica Tiziana con la quale, assieme al rispettivo compagno, avevamo già condiviso altre vacanze.
Eravamo molto affiatati , ma era quella la prima volta che partivamo senza Paolo, all’estero per motivi di lavoro.
La condivisione di spazi, comunque assai ristretti ,ci consentiva estrema disinvoltura di fronte ad ogni situazione, anche se questo non ci aveva mai fatto ipotizzare altre avventure se non quelle strettamente connesse alle nostre vacanze; l’abitudine all’esibizione delle nostre più intime fisicità non aveva mai costituito, infatti, elemento per maliziose turbative oltre la consuetudine di tali forme espressive.
Tuttavia quella vacanza a tre rendeva l’atmosfera innegabilmente più insolita forse anche a causa dell’euforia di Tiziana ormai rimasta sola da diverso tempo.
Assieme a lei avevo già complicemente fantasticato di impossibili avventure, stimolate dagli sguardi ammirati di altri uomini mentre i nostri compagni, ignari, si lasciavano sospingere dal vento che li trasportava lontano cavalcando i loro windsurf.
Entrambe ci eravamo sicuramente eccitate alla verifica dell’interesse suscitato dall’integrale esposizione dei nostri corpi ai raggi solari mentre, così abbandonate, ci lasciavamo lungamente accarezzare da quelle provocanti sconosciute e simultanee attenzioni.
Eravamo ormai in viaggio da tempo quando in lontananza ci apparve un autostoppista che non esitammo a raccogliere per la solidarietà che lega le persone che, come noi, sono dedite a quel tipo itinerante di vacanza.
Solo all’ultimo istante, mentre rallentavamo, potemmo identificarlo come un giovane uomo di colore.
La mia amica, senza per nulla celare la propria euforia alla vista dell’interessante esemplare, lo accolse palesemente eccitata.
Proseguendo in compagnia del nostro ospite familiarizzammo in fretta, scoprendo diverse passioni comuni in materia di viaggi, e decidendo, poi, di concederci una pausa ristoratrice attratti da una gradevole area di sosta nei pressi di un torrente .
Mentre gli uomini si occupavano del veicolo noi ci incamminammo lungo il corso d’acqua, e qui Tiziana espose, senza tante inibizioni, il proprio pensiero:
-”Sono certa ,Carla, che anche tu hai fatto un pensierino sull’arnese del nostro ospite!”
-”Ho l’impressione che ti nuocia la lontananza da Paolo “- L’ apostrofai certa che l’astinenza avesse finito per procurarle strane sensazioni.
-”Non negare che incuriosisce anche te quel rigonfiamento dei pantaloni così denso di promesse!”
-”Sai, non ti facevo così puttana!”-Rincarai la dose partecipando al suo gioco.
Sandro ed Omar ,così si chiamava il nuovo amico, si ricongiunsero a noi che nel frattempo ci eravamo già disposte a godere dei raggi del sole.
Omar, andando a rinfrescarsi nell’acqua, espose la sua perfetta muscolatura.
-”Immagina la consistenza del suo cazzo”-Mi sussurrò Tiziana sempre più provocatoriamente.
-”Smettila di comportarti come una vacca in calore, o farai davvero capire che é da un pò che non lo prendi!” – La ammonii sempre più divertita dal suo atteggiamento .
-”Andrò a mettermi un costume”-Sentenziò alla fine ; tornando, da lì a breve, con quanto di più succinto non le avessi mai visto indossare, e generando in me una assurda improvvisa gelosia per quella sua libertà.
-”Non sarà venuta anche a te una improvvisa voglia di nero!”-, mi sussurrò Sandro ammiccante ,di fronte al palesemente spudorato atteggiamento della nostra amica.
-”Beh, non ti nascondo che un pensierino ce lo farei anch’io”-Gli risposi senza il minimo imbarazzo, cercando di salvaguardarla, mentre osservavo con invidia i due giocare sempre più amichevolmente.
-”Se non hai il costume non mi scandalizzerò certo se vorrai fare il bagno anche nudo” – La sentii strillare sempre più assurdamente provocante.
Senza neppure avere il tempo di suggerire a Sandro di prestargliene uno dei suoi, osservai Omar rispondere all’invito, esibendo un’equina dimensione da fare svenire.
L’oscuro penzolamento mi provocò l’immediato desiderio di poter saggiare quella molle consistenza immaginando il piacere di sentirmelo indurire in ogni dove .
Li guardavo giocare privi del benché minimo imbarazzo, anche quando la lucentissima epidermide bagnata dell’uomo andava a sfiorare la candida pelle della mia amica.
Tutto si svolse molto rapidamente e senza un lucido controllo, quando, superando ogni indugio, trasferiti all’interno del nostro motorhome, ci ritrovammo ad approfondire la conoscenza dei nostri più reconditi istinti al riparo da possibili sguardi indiscreti.
Il sapere che Tiziana aveva nutrito da sempre un debole per Sandro mi agevolò sicuramente, e questo consentì il facile abbandono all’intraprendente azione dell’uomo di colore, mentre lei si occupava del mio compagno.
Osservandola soddisfare il proprio desiderio, mentre a mia volta stavo per essere sopraffatta dai sensi, fui assalita dal dubbio che tutta quell’avventura non fosse poi così tanto casuale.
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